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La nostra storia, tra due generazioni, architettura e nuove idee...

Se mi avessero chiesto qualche anno fa cosa avrei fatto da grande, probabilmente avrei risposto che non avrei seguito le orme di mia madre. Quello che non avrei mai immaginato è che un giorno avremmo costruito qualcosa di nostro, insieme.
Sono cresciuta in mezzo all’architettura. Mia madre, Fabrizia Frezza, è architetto e interior designer da oltre trent’anni e il suo lavoro ha sempre fatto parte della mia quotidianità. Fin da piccola l’ho accompagnata tra studi, cantieri, materiali e case che prendevano forma, senza rendermi conto di quanto tutto questo avrebbe influenzato il mio futuro. Credo che la mia passione per l’architettura sia nata proprio così, in maniera spontanea, semplicemente perché era il mondo in cui vivevo.
Con il tempo ho deciso di intraprendere anch’io questa strada, studiando architettura alla Sapienza di Roma e successivamente al Politecnico di Milano. Ho iniziato a costruire un mio percorso, sviluppando interessi e una visione personale del design. Io e mamma abbiamo caratteri diversi, apparteniamo a due generazioni differenti e abbiamo inevitabilmente due modi di vedere le cose. Lei porta con sé trent’anni di esperienza, una conoscenza profonda dei materiali, degli artigiani e del mondo della progettazione; io uno sguardo più giovane, legato anche al digitale, alla comunicazione e ai nuovi modi di scoprire il design. È proprio dall’incontro tra queste differenze che è nato Parallelismi.


Da una conversazione a un progetto
Tutto è iniziato dalla voglia di creare qualcosa insieme. La prima forma che abbiamo dato a questa idea è stata un podcast, uno spazio in cui confrontarci liberamente sul mondo dell’architettura e del design attraverso due punti di vista generazionali. Abbiamo parlato di donne in cantiere, artigianato, materiali, viaggi, moda e architettura, incontrando persone, ascoltando storie e, soprattutto, divertendoci tantissimo. Il podcast ci ha permesso di conoscerci anche sotto un’altra veste, non soltanto come madre e figlia, ma come due professioniste capaci di confrontarsi e imparare l’una dall’altra.
Nel frattempo, però, Parallelismi stava diventando qualcosa di più grande. Volevamo costruire un progetto che unisse le nostre passioni per l’architettura, l’interior design, la ricerca e l’artigianato, ma che fosse anche capace di ripensare il modo in cui le persone scoprono e acquistano il design online. Ci siamo chieste perché, quando scegliamo un oggetto, dobbiamo quasi sempre immaginare da soli come vivrà all’interno di uno spazio. Da questa riflessione è nata l’idea della nostra piattaforma.


Un nuovo modo di scoprire il design
Parallelismi è oggi una piattaforma digitale dedicata all’interior e al design, ma definirla semplicemente un e-commerce sarebbe riduttivo. La nostra idea è quella di invertire il tradizionale processo di acquisto, partendo dagli spazi anziché dai singoli prodotti.
Quando entriamo in una casa, raramente ci innamoriamo di un oggetto isolato: ci colpiscono l’atmosfera, la luce, i colori e il modo in cui gli arredi dialogano tra loro. Abbiamo voluto portare questa esperienza anche online, attraverso ambienti immersivi interamente progettati e realizzati digitalmente, nei quali è possibile esplorare spazi differenti e scoprire gli oggetti che li compongono. Ogni prodotto può essere approfondito e acquistato, con la possibilità di personalizzarne, dove previsto, dimensioni, materiali e finiture.
Non volevamo creare un semplice catalogo, ma un’esperienza che permettesse alle persone di immaginare come un oggetto potesse vivere nella propria casa, unendo l’ispirazione di un magazine di interior design all’immediatezza di una piattaforma di acquisto. La dimensione digitale ci permette inoltre di progettare ambienti senza i limiti imposti dalla costruzione fisica, sperimentando liberamente architetture, atmosfere e linguaggi differenti.
Parallelismi si sviluppa attraverso quattro sezioni. Atelier raccoglie le collezioni progettate da Fabrizia Frezza, espressione della sua esperienza e ricerca nell’interior design. Selection nasce invece dal desiderio di dare visibilità a giovani designer e creativi, offrendo loro la possibilità di trasformare un’idea in un oggetto reale. Edition è dedicata a progetti condivisi e collaborazioni con altri brand, mentre Timeless raccoglie oggetti vintage, d’antiquariato e pezzi unici. Ci piace pensare a Parallelismi come a un luogo in cui possano convivere linguaggi e generazioni differenti, dove un mobile contemporaneo possa dialogare con un oggetto antico e il lavoro di un giovane designer incontrare quello di un professionista con anni di esperienza.


Dalle idee agli oggetti: la nostra prima collezione
Parallelamente allo sviluppo della piattaforma abbiamo iniziato a lavorare alla nostra prima collezione di arredi, dando forma concreta alle idee che fino a quel momento avevamo immaginato. Per mesi abbiamo disegnato, scelto materiali, realizzato prototipi e collaborato con artigiani italiani, affrontando tutte le difficoltà che accompagnano la trasformazione di un progetto in un prodotto reale.
Per Parallelismi Atelier, mamma ha progettato un tavolo e delle sedute in legno laccato, caratterizzati da geometrie, righe e colore. All’interno di Selection ho invece disegnato Althea, una seduta trasformabile con schienale reclinabile, pensata per adattarsi a modi diversi di vivere lo spazio, e Ara, un tavolino che gioca con geometrie ellittiche ed equilibri apparentemente instabili.
Abbiamo poi coinvolto altri giovani designer: Camila Torreblanca con la libreria Arsis, Lorenzo Recchioni con una lampada ispirata al mare e al paesaggio partenopeo, e Martina Cester con una collezione di tappeti realizzata in collaborazione con Oltrarno Design. Ogni progetto racconta una sensibilità diversa, ed era proprio questo il nostro obiettivo: creare una collezione che non seguisse necessariamente un unico linguaggio estetico, ma che fosse accomunata dalla ricerca e dalla sperimentazione.


EDIT Napoli: il momento in cui tutto è diventato reale
L’8 ottobre 2026 abbiamo finalmente aperto le porte del nostro spazio a EDIT Napoli, presentando Parallelismi e la nostra prima collezione. Dopo mesi trascorsi tra disegni, render, prototipi, imprevisti e cambiamenti dell’ultimo minuto, vedere tutti i mobili finalmente realizzati e poter raccontare il progetto alle persone è stato incredibilmente emozionante.
EDIT Napoli ha rappresentato per noi molto più di una fiera: è stato il momento in cui qualcosa che avevamo costruito quasi interamente dietro le quinte è diventato reale e condivisibile. In contemporanea abbiamo aperto ufficialmente anche il nostro sito, permettendo finalmente alle persone di esplorare gli ambienti digitali e scoprire le nostre collezioni.


Lavorare con mia madre
Una delle domande che ci fanno più spesso è come sia lavorare insieme, essendo madre e figlia. La risposta è che non è sempre semplice, ma è sicuramente una delle esperienze più importanti che abbia fatto. Lavorare con qualcuno che ti conosce da tutta la vita significa confrontarsi senza troppi filtri, essere spesso d’accordo e altre volte avere idee completamente opposte.
Ho sempre ammirato la capacità di mamma di immaginare e trasformare gli spazi, il suo rapporto istintivo con il progetto e la sua esperienza. Io cerco di portare nuove prospettive, mettendo in discussione alcune abitudini e immaginando come il design possa evolversi attraverso nuovi strumenti e linguaggi. Credo che la cosa più interessante sia proprio questa: nessuna delle due avrebbe realizzato Parallelismi nello stesso modo da sola.
Per me c’è anche qualcosa di profondamente personale. Sono cresciuta guardando mia madre lavorare, imparando da lei quasi senza accorgermene, e oggi mi ritrovo al suo fianco a prendere decisioni, sviluppare idee e costruire qualcosa che appartiene a entrambe. Il nostro rapporto si è trasformato e, pur continuando a imparare tantissimo da lei, oggi abbiamo anche la possibilità di crescere professionalmente insieme.


E adesso?
Siamo soltanto all’inizio. Abbiamo ancora tantissime idee e vorremmo che Parallelismi diventasse uno spazio sempre più aperto alla ricerca, alla collaborazione e alla scoperta, continuando a coinvolgere giovani talenti, lavorare con artigiani e sperimentare nuovi modi di raccontare e vivere il design.
Quando ripenso a come tutto è cominciato, mi fa sorridere pensare che siamo partite semplicemente dalla voglia di fare qualcosa insieme. Da un podcast e da tante conversazioni siamo arrivate a costruire una piattaforma, una collezione e una realtà che oggi porta entrambe le nostre firme.
Parallelismi, in fondo, racconta proprio questo: due percorsi che per anni si sono sviluppati uno accanto all’altro e che, a un certo punto, hanno deciso di incontrarsi. E la cosa più bella è che questa storia la stiamo ancora scrivendo.


Alessandra Coccia

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